HAPPY BIRTHDAY….

…to you.

Me la sto cantando fra me e me.

Mi si inumidiscono gli occhi, ma non posso non pensare,  non posso non cantarla.

Stasera mangerò la solita fetta di dolce pensando, immaginando che sia una torta con tanto di candeline, per te, tutte per te, anche se tu non ci sei.

Oggi pomeriggio verrò con la mamma a farti gli auguri, ci guarderemo neglio occhi, io e lei, io e te, ma poi niente cambierà, tu sarai sempre lontano da noi.

Happy birthday dad, 86 years old

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IERI GUARDAVO IL CIELO

E guardavo le nuvole .
quelle nuvole che erano sopra di noi il giorno del tuo addio.
quelle nuvole nelle quali io ho sempre immaginato che tu ci fossi e mi stessi guardando.
Ieri mentre guardavo il cielo ho sentito tanto la tua mancanza, una profonda tristezza e malinconia si sono impadronite del mio cuore.
quelle nuvole bianche che si stagliavano contro il cielo azzurro, tanto da sembrare dipinto, e che nel mio immaginario, saranno sempre legate al tuo ricordo.

IL SORRISO

Il sorriso di Roma in questi giorni si è un po’ incrinato.
Sono giorni pesanti, fatti di tristezza e di malinconia, di ricordi che affiorano e lasciano senza fiato.
sono giorni in cui si ritorna a 14 anni fa, ma sembra ieri, sembra stia succedendo di nuovo, con la stessa angoscia di quei giorni, con lo stesso sapere di quei giorni che eravamo alla fine del nostro tempo assieme, che purtroppo ci stavano presentando il conto finale, il cancro era venuto a pretendere la sua parcella, parcella fatta di una vita umana che veniva stroncata fra tanto dolore e sofferenza.
La nostra e la tua, sofferenza e dolore che andavano di pari passo senza lasciarci tregua, assalendoci ad ogni momento del giorno e della notte.
Dolore per la ricerca che stavamo facendo, cercando di capire, di immaginare il futuro senza di te, ma senza riuscirci, sapendo solamente che non era giusto, che il tempo passato assieme era tropo poco e ne avremmo voluto altrettanto. per le parole non dette, per le carezze non fatte e le risate mancate.
14 anni fa in questi giorni stavamo aggrappandoci ad ogni medico, cercando le parole che avrebbero potuto dare una svolta a tutto, cercando i gesti che ti avrebbero permesso di stare ancora con noi, senza trovarli e sentendoci sempre più soea e abbandonate, da te, dalla medicina e dai medici che non sapevano cosa fare per trattenerti con noi.
E questi giorni presenti e pesanti si presentano in maniera più acuti tutti gli anni, in questo periodo, assalendoci con i ricordi più teneri.
Ricordi che rimarrano sempre chiusi nello scrigno della nostra memoria, nel nostro cuore.
Ciao pa’…ovunque tu sia

COME SARESTI

Me lo chiedo, me lo chiedo spesso.

ma non riesco a darti una connotazione fisica, ti immagino sempre come allora, con lo stesso sorriso che ti illumina, nonostante l’ictus te lo avesse un po’ storto.

ti cerco nei visi delle persone che incrocio per le straea, nelle persone che credo abbiano la tua stessa età, ti cerco perchè voglio illudermi che in una di quelle persone ci sia una tua cornea e che tu, di riflesso, mi possa vedere, che tu possa vedere la donna che sono diventata grazie a te, che tu possa vedere con quanta ansia e quanto dolore ti cerco perchè mi manchi.

non so se tu oggi potessi essere ancora qui con me, con noi, non se, se tu non avessi avuto il tumore che ti ha ucciso, ti avrebbe ucciso l’ictus di tanti anni fa, ma resta il fatto, che in una maniera o nell’altra ,tu oggi non ci sei.

e oggi non ho nemmeno la consolazione di cercarti fra le nuvole bianche, oggi il cielo è plumbeo, forse rispecchia il tuo umore dopo questa mia ennesima  “tirata” di rabbia perchè mi hai lasciata, perchè ci hai lasciate sole e non hai continuato ad aiutarci in questo lungo cammino che è il cresere, il diventare grandi.

ma oggi, come gli altri anni ti faccio gli auguri, ti verrò a trovare nella nuova “casa”, stasera mangerò una fetta di dolce, immaginando che sia una fetta di torta sulla quale avremmo messo tante candeline quante i tuoi anni e tu, con il tuo sorriso un po’ storto, avresti spento.

ma oggi, come tanti ieri e con ancora tanti domani, sarò qui a rimpiangere quello che avrebbe potuto esser e che non è più.

Auguri papà per i  tuoi 82 anni.

 

+

ALL’ALBA

Immersa nei miei pensieri, fuggita di casa come una ladra, non volevo vedere nessuno, volevo solamente starmene un po’ da sola per recuperarmi.

All’alba senza cercare Venere davanti al Sole, la mia mente è rivolta ad altro, i miei passi vanno verso altre frontiere.

All’alba da sola in un bar a far colazione, tentando di leggere, provando a seguire la trama del libro, ma la mia mente è rivolta ad altro, i miei pensieri sono altri.

Mattina presto in un cimitero deserto, deserto perchè chiuso al grande afflusso di pubblico quotidiano, veniamo quasi scortate nell’ala dove verrà messo a dimora perenne papà.

E tutto si conclude in mezz’ora, dopo averti finalmente potuto riabbracciare, anche se dentro ad un contenitore di zinco, dopo aver potuto finalmente dare sfogo a tutto il dolore che avevo dentro e che stava spingendo per uscire.

Sono giorni pesanti, fatti di paura, di terremoto, di tristezza e della tua mancanza che si fa sempre più acuta.

E di tante lacrime che finalmente sono uscite a lavare tutto il dolore, tutta la rabbia e tutta la paura.

Finalmente ho di nuovo un posto, un punto fermo in cui venire nei momenti bui.

 

 

IL NIENTE

Non c’è più.

Non c’è più nulla.

Solamente una spianata.

E il niente.

Nulla. Niente. Nè un fiore, nè una foto.

Rimane solo il grande dolore.

Il dolore, la sensazione di averti perso e la paura di non ritrovarti.

Passerà. Si sistemerà tutto, tutto tornerà al suo posto, la tua foto sarà di nuovo in vista, in un altro luogo, ma ci sarà e tu sarai di nuovo con noi.

Io abbattuta