UN BEL NUMERO

Un bel numero, tondo…90.

Non riesco ad immaginarti vecchio, non riesco ad immaginare come saresti fisicamente, come sarebbe il tuo viso a 90 anni.

La tua vita si è fermata 20 anni fa,la vita, con te, è stata matrigna fino alla fine, ma tu hai saputo donare a noi una vita piena di gioia, di insegnamenti che ci hanno fatto crescere ed affrontare la vita, questa vita che tu, per noi, sei riuscito a rendere magnanima e ricca.

Grazie papà ed auguri per i tuoi 90 anni, perhè lo so che tu stai continuando a proteggerci e a sorreggerci.

CI MANCHI

“Quando succede un dolore forte, la vita continua dicono…ma non sempre è vero…a volte la vita si ferma e passano solo i giorni” (dal web).

Quanto è vero, il dolore si mette in un angolo, sembra sopirsi, tranquillizzari, ma è sempre presente, in maniera sottile, con il senso di vuoto. di smarrimento, di mancanza.

Specialmente la mancanza è quella più importante, perchè nei momenti cruciali la tua presenza, i tuoi consigli, le tue parole,avrebbero lenito un dispiacere, avrebbero chiarito un dubbo, ci avresti sorretto ed incoraggiato ad affrontare gli inciampi della vita, come solo un padre sa fare.

20 anni sono passati, ma per tutti noi è tutto come 20 anni fa, stesso sbigottimento, stesso dolore,stesso senso di vuto.

Papà, manchi a me, a LaMiaSorella, a LaMiaMamma (soprattutto), al Ferrari e a Martelli per le risate che gli hai fatto fare e per averli sempre considerati come dei figli, manchi al Piccolo che ha avuto la fortuna di conoscerti, manchi alla Tata che ti ha conosciuto attraverso le nostre parole, manchi a LaFiglia, perchè l’hai sempre coccolata, il privilegio della prima nipote.

20 anni fa come se fosse oggi.

 

 

 

FESTA DEL PAPÀ

Oggi annaspo, oggi la quarantena mi pesa.

È la festa del papà,  ma mi manca il respiro quando ci penso,  quando me ne rendo conto.

Non sono potuta andare a salutare il mio di papà,  la quarantena ha chiuso pure i cimiteri.

Ed in questi momenti pesanti, difficili, momenti in cui tutto viene sovvertito e dobbiamo rivedere il nostro modo di vivere, la tua mancanza si fa più pesante e la tua mancanza rende ancora più difficile superare questi momenti, quegli attimi di sbandamento che arrivano ad ondate.

UNA SENSAZIONE

Una bella sensazione che mi accompagna da stamattina al risveglio.

Una sensazione di calore e di serenità.

Stanotte ho sognato mio padre.

Ho sognato che parlavamo e ad un certo punto mi ha abbracciata, un abbraccio caldo, stretto e affettuoso, come solo lui sapeva fare, come  solamente i padri affettuosi sanno fare.

Ho provato la sensazione fisica di questo abbraccio, del calore che mi stava trasmettendo.

Mi sono svegliata felice del regalo ricevuto in questo periodo un po’ bastardo, dove tutto rema contro.

Mi sono svegliata felice.

E il suo calore me lo sento ancora vicino

UN NOME

Un nome che mi risuona nelle orecchie e nella mente.

Un nome che porto dentro, un nome che  scalda il cuore o che fa spuntare le lacrime.

Un nome del quale non conosco l’origine, un nome che non so da dove arrivare.

Un nome: Sergio.

Il nome di mio padre, che mi emoziona sempre.

Il nome di una delle persone al mondo che ho amato di più.

 

 

HAPPY BIRTHDAY….

…to you.

Me la sto cantando fra me e me.

Mi si inumidiscono gli occhi, ma non posso non pensare,  non posso non cantarla.

Stasera mangerò la solita fetta di dolce pensando, immaginando che sia una torta con tanto di candeline, per te, tutte per te, anche se tu non ci sei.

Oggi pomeriggio verrò con la mamma a farti gli auguri, ci guarderemo neglio occhi, io e lei, io e te, ma poi niente cambierà, tu sarai sempre lontano da noi.

Happy birthday dad, 86 years old

IERI GUARDAVO IL CIELO

E guardavo le nuvole .
quelle nuvole che erano sopra di noi il giorno del tuo addio.
quelle nuvole nelle quali io ho sempre immaginato che tu ci fossi e mi stessi guardando.
Ieri mentre guardavo il cielo ho sentito tanto la tua mancanza, una profonda tristezza e malinconia si sono impadronite del mio cuore.
quelle nuvole bianche che si stagliavano contro il cielo azzurro, tanto da sembrare dipinto, e che nel mio immaginario, saranno sempre legate al tuo ricordo.

IL SORRISO

Il sorriso di Roma in questi giorni si è un po’ incrinato.
Sono giorni pesanti, fatti di tristezza e di malinconia, di ricordi che affiorano e lasciano senza fiato.
sono giorni in cui si ritorna a 14 anni fa, ma sembra ieri, sembra stia succedendo di nuovo, con la stessa angoscia di quei giorni, con lo stesso sapere di quei giorni che eravamo alla fine del nostro tempo assieme, che purtroppo ci stavano presentando il conto finale, il cancro era venuto a pretendere la sua parcella, parcella fatta di una vita umana che veniva stroncata fra tanto dolore e sofferenza.
La nostra e la tua, sofferenza e dolore che andavano di pari passo senza lasciarci tregua, assalendoci ad ogni momento del giorno e della notte.
Dolore per la ricerca che stavamo facendo, cercando di capire, di immaginare il futuro senza di te, ma senza riuscirci, sapendo solamente che non era giusto, che il tempo passato assieme era tropo poco e ne avremmo voluto altrettanto. per le parole non dette, per le carezze non fatte e le risate mancate.
14 anni fa in questi giorni stavamo aggrappandoci ad ogni medico, cercando le parole che avrebbero potuto dare una svolta a tutto, cercando i gesti che ti avrebbero permesso di stare ancora con noi, senza trovarli e sentendoci sempre più soea e abbandonate, da te, dalla medicina e dai medici che non sapevano cosa fare per trattenerti con noi.
E questi giorni presenti e pesanti si presentano in maniera più acuti tutti gli anni, in questo periodo, assalendoci con i ricordi più teneri.
Ricordi che rimarrano sempre chiusi nello scrigno della nostra memoria, nel nostro cuore.
Ciao pa’…ovunque tu sia

COME SARESTI

Me lo chiedo, me lo chiedo spesso.

ma non riesco a darti una connotazione fisica, ti immagino sempre come allora, con lo stesso sorriso che ti illumina, nonostante l’ictus te lo avesse un po’ storto.

ti cerco nei visi delle persone che incrocio per le straea, nelle persone che credo abbiano la tua stessa età, ti cerco perchè voglio illudermi che in una di quelle persone ci sia una tua cornea e che tu, di riflesso, mi possa vedere, che tu possa vedere la donna che sono diventata grazie a te, che tu possa vedere con quanta ansia e quanto dolore ti cerco perchè mi manchi.

non so se tu oggi potessi essere ancora qui con me, con noi, non se, se tu non avessi avuto il tumore che ti ha ucciso, ti avrebbe ucciso l’ictus di tanti anni fa, ma resta il fatto, che in una maniera o nell’altra ,tu oggi non ci sei.

e oggi non ho nemmeno la consolazione di cercarti fra le nuvole bianche, oggi il cielo è plumbeo, forse rispecchia il tuo umore dopo questa mia ennesima  “tirata” di rabbia perchè mi hai lasciata, perchè ci hai lasciate sole e non hai continuato ad aiutarci in questo lungo cammino che è il cresere, il diventare grandi.

ma oggi, come gli altri anni ti faccio gli auguri, ti verrò a trovare nella nuova “casa”, stasera mangerò una fetta di dolce, immaginando che sia una fetta di torta sulla quale avremmo messo tante candeline quante i tuoi anni e tu, con il tuo sorriso un po’ storto, avresti spento.

ma oggi, come tanti ieri e con ancora tanti domani, sarò qui a rimpiangere quello che avrebbe potuto esser e che non è più.

Auguri papà per i  tuoi 82 anni.

 

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