LE DOMANDE

Le domande fondamentali della vita:

– prima di morire riuscirò a diventare ignorante, ma talmente ignorante da farmi scivolare addosso la qualunque?

– prima di morire riuscirò a stare in una sala d’attesa di senologia senza sentirmi mancare il respiro?

Sono domande fondamentali per il viver bene, sereni e tranquilli. E trovare le risposte è ancora più basilare per vivere veramente bene e tranquilli.

Sono amareggiata

ACCOMPAGNATORE

La vita dell’accompagnatore è fatta di silenzi e di attese silenti per non dover trovare, cercare parole intelligenti per coloro che guardano, scrutano, sorridono e salutano.
Loro, forse, sono in attesa di un qualcosa di più da parte mia, ma al momento non ho abbastanza energia da dispensare.
A questo giro non ho il libro con il quale fare teatro, a questo giro accuso tutta la stancehzza fisica e mentale.
La vita dell’accompagnatore è fatta di libri letti, di intere pagine lette e rilette, perchè ogni tanto la mente fugge, vola via, fuori da questi muri, alla ricerca di un po’ di sole.

AVEVO SCRITTO

Avevo scritto un post, frustrante, ingastrito e arrabbiato.
ma poi rileggendolo l’ho cancellato, mi è quasi sparita tutta la rabbia.
No, non è sparita, ma il malumore rimane, forse un po’ stemperato, ma rimane sotto, in sordina.
Ci sono alcuni punti nella Sanità italiana che mi sfuggono, o meglio, li ho ben presenti e li chiamo sprechi.
E questi sprechi mi fanno ingastrire, perchè alla fine, siamo noi utenti che ne paghiamo le conseguenze.
Il chè significa perdita di tempo e di denaro pubblico, per eseguire esami inutili, che potresti benissimo risparmiare, decidendo di passare subito alla soluzione, cioè all’intervento di asportazione, senza passare dell’isteroscopia e dall’istologico, tanto sai che quel polipo è da togliere, cosa ti cambia analizzarlo prima? Tanto lo analizzi subito dopo l’asportazione, quindi..almeno per dare una parvenza di risparmio, il punto 2 saltiamolo e passiamo al punto 3. magari con un’anestesia un po’ più seria, per non far star male più di tanto il paziente!

DUE PAROLE

Il mese della prevenzione e sensibilizzazione del tumore al seno è appena finito.

Lo chiamano “Mese Rosa” e mi piace, bisogna parlarne per sensibilizzare le giovani e tutte le donne alla prevenzione, prevenzione spesso significa salvarsi la vita.
Ma chiariamo un concetto .
Non pensiate che prevenzione significhi “Io non mi ammalo”.
Prevenzione significa arrivare in tempo,arrivare a diagnosticare un cancro al seno in fase iniziale, che poi alla fine si traduce in cure meno invasive, in interventi (dove occorrerà intervenire chirurgicamente) meno devastanti e, in termini economici,in costi più contenuti per la sanità e per la società.
E per la donna colpita, una migliore qualità di vita da lì in poi, perchè il cancro è una tempesta che ribalta la vita e allora, se da tempesta riusciamo a trasformarla in semplice pioggerellina, staremo tutti meglio.

Quindi, anche se il mese di ottobre è terminato, continuiamo a parlarne, a fare prevenzione, perchè è con la prevenzione che si possono evitare tante morti inutili, ma non solo per il cancro al seno, ma per qualsiasi tipo di cancro, evitando i comportamenti a rischio, adottando un’alimentazione sana e variata, cambiando un po’ lo stile di vita, facendo un po’ di movimento, anche solo una passeggiata di mezz’ora al giorno, insomma quel minimo che non ci porti a dire, un domani,”….se avessi fatto”

AVIGNONE

Città della Provenza. E già la parola “Provenza”porta alla mente immagini di campi di lavanda e rosmarino, luce limpida che fa brillare i colori, quiete e relax.

E Avignone con il suo centro medioevale ti cattura, ti affascina.

Ti fa sentire sicura dentro le mura che la circondano, alte e possenti, girano tutto attorno alla città.

Avignone una città piena di sotria, che la si respira nel suo centro, nella sua piazza circondata da alti platani.

Ad Avignone ci abbiamo lasciato gli occhi e il cuore, il Palazzo dei Papi ci ha rapiti, ad Avignone ci siamo ripromessi di otrnarci, per l’incanto delle sue luci, le stesse luci  arancio che illuminano anche il centro di Bologna, che ci hanno fatto sentire come a casa.

Ad Avignone ci torneremo con la Tata,perchè a questo giro ha visto solo il Palazzo dei Papi,ci rtorneremo con lei per portarla a vedere il pont de Benezet, un giro sul trenino che ira attorno alla città ed una gita sul fiume, e lei spera che la sera, nella piazza del Palazzo dei Papi ci siano gli artisti di strada che le  cantano “Bella ciao” stile rap, come quelli che ha visto e applaudito il 17 sera

A ROMA CON ANNA E PER ANNA

Sarà difficile descrivere quello che è successo Venerdì a Roma.
Le ridda di emozioni che ha scatenato l’evento, è troppa, non sono in possesso delle parole giuste per esprimere quello che mi si è agitato dentro per tutta la giornata.
Comunque eravamo là, ero là con Anna e per Anna, ero là per sentirla ancora vicina e per farmi avvolgere dal suo caldo abbraccio che è arrivato a tutti noi attraverso le parole del moderatore, di Mister Clint, le parole di Giorgia ed infine, le parole d’amore di Angelo, il suo amato Obi.
E’ stato bello essere là e vedere con i miei occhi quanto sono cresciute Lilla e Nina, è stato bello vedere il bel lavoro svolto da Anna durante gli ultimi mesi, quello che ha lasciato dietro di sè riassume tutta la sua grandezza.
Io sono stata bravina, non ho pianto finchè hanno parlato gli altri, ho riso tanto quando l’attrice Carlotta Piraino ha letto alcuni brani del libro di Anna, io sentivo la sua voce, sentivo le sue arrabbiature quando era protagonista di qualche soppruso, ma non ho retto quando Angelo ha parlato di lei, del loro grande e immenso amore, che dal 2007 non ha più avuto un futuro, ma è stato vissuto e conquistato di giorno in giorno.
Calde lacrime sono scese quando ha ricordato la frase incisa all’interno delle loro fedi, pensandola per tantissimi anni assieme, ed invece è sì, per tutta la vita, ma da un anno e mezzo a questa parte, è una vita solitaria.
Mi occorrerà tanto tempo per metabolizzare le emozioni vissute, mi occorrerà tempo per renderle dolci e rinchiuderle nello scrigno dei ricordi più cari.

ASPETTANDO CHE SI SVEGLI……….

….la Tata.
aspettando che lei si svegli, alle 6 di mattino, mi sono messa a guarda un film. E che film.
Era da tanto che lo occhieggiavo, che mi dicevo “prima o poi lo debbo guardare”, e temporeggiavo, non mi sentivo pronta.
E sapevo di avere del tempo, un’ora e mezza.
Stamattina facendo zapping su Sky l’ho incontrato e non sono riuscita a razionalizzare, non mi sono chiesta se ero pronta o meno per vederlo.
E stamattina all’alba ho guardato “Allacciate le cinture”.
E ho rivissuto la mia paura e il mio dolore, ma soprattutto ho CAPITO la paura e il dolore di chi allora mi era accanto.
Intanto guardavo e aspettavo che si svegliasse la Tata.
E intanto assorbivo la storia e le sue atmosfere, i suoi silenzi carichi di parole.