Archivi categoria: Tumore al seno

IL MESE DELLA PREVENZIONE.

Allora, è cominciato da un po’ il mese di ottobre, notoriamente conosciuto come “Il mese della prevenzione del cancro al seno”.

Ripetiamo tutte/i assieme:

– non è partecipando  a tutte le varie catene sul dove tieni la borsa o di colore hai le mutande che si fa prevenzione;

– non è che partecipando a catene insulse che diventi esente dall’ammalarti di cancro al seno e non ti sei di certo parata il cu** e salvato la pellaccia. Il cu** te lo pari e la pellaccia la porti a casa se fai prevenzione.

Prevenzione significa:

– prendere coscienza del proprio corpo ascoltandolo.

_ imparare l’autopalpazione mensile.

– se hai meno di 40 anni una ecografia la seno all’anno è cosa buona e giusta.

– se ha più di 40 anni, ma non rientri ancora nello screening di prevenzione regionale, una mammografia all’anno anche qui è cosa buona e giusta.

– se hai più di 45 anni  rientri nello screening di prevenzoione regionale, quindi partecipa anche qui è cosa buona e giusta.

infine, è cosa buona e giusta, una visita senologica all’anno, il parere di un esperto, che non sia il dottor. Google, è importante.

Seguendo queste poche e semplici regole ti pari il sedere e salvi la pellaccia.

Partecipando alle catene delle borse e del colore delle mutande, se vieni colpita dal cancro, difficilmente ti pari il sedere e difficilmente porti a casa la pellaccia, perchè sappiate, care le mie “catenine”, che di cancro si guarisce seguendo alcune piccole regole di buona senso, ma si può anche morire.

E non è una bella cosa alle soglie del terzo millennio.

Io questo discorso lo feci anche lo scorso anno, ma ho notato che anche quest’anno l’ho dovuto ribadire, facciamo in maniera che il prossimo anno, io non debba essere ancora più cruda e realista.

 

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LA BARRICATA

Qiesta mattina ho accompagnato un’Amica ad una visita di controllo post operatorio.

L’Amica è stata operata 10 giorni fa al seno, sembra (lo dico piano) che non ci sia nulla di strano, sembra (lo dico sempre piano) che sia tutto nella norma, anche se il chirurgo ha detto espressamente che era da togliere per evitare noie grosse future.

Stamattina ci abbiamo impiegato un’ora abbondante a raggiungere l’ospedale, che poi è lo stesso dove fui operata io 14 anni fa e dove tutt’ora mi seguono. A Bologna c’è il Cersaie, quindi la città è praticamente bloccata.

Durante il tragitto, abbiamo parlato di tutto, ma senza entrare in discorsi pesanti, nessuna delle due aveva voglia di pronunciare la parola “cancro”, “chemioterapia”, “morte”, parlavamo di libri, ogni tanto inveivamo contro gli altri automibilisti, scooteristi e biciclettisti.

Ma intanto la nostra meta si avvicinava e a me saliva un attimo l’ansia.

Mi fa sempre una strana impressione trovarmi in quei corridoi, in quegli ambulatori, incrociare medici ed infermieri che mi riconoscono, che chiedono, che si informano, quelli che conosco più da vicino chiedono della Tata e della Figlia, essendo pure lei passata da lì.

Stamattina in sala d’aspetto c’erano diverse persone e le guardavo, ponendomi la solita domanda “quanti di loro, quante di queste donne sono qui in attesa di una risposta, quante di loro si sentiranno fare una diagnosi di cancro?”

Intanto i minuti passavano e quando ho sentito chiamare il cognome dell’Amica mi si è gelato il sangue, la volevo seguire, la volevo accompagnare, ma poi mi sono resa conto che era un momento suo ed era già sparita.

Ho preso fuori dalla borsa il tablet per leggere, tentando di concentrarmi, per non pensare.

Poi lei è riapparsa, la medicazione è a posto, manca ancora istologico, la prossima settimana faremo un altro viaggio, ma intanto bisogna attendere, ma il “mio” chirurgo l’ha rassicurata dicendole che al 99% è tutto a posto e non ci sarà bisogno di nient’altro, tranne un po’ più di attenzioni.

Siamo uscite e, senpre parlando di libri, siamo rientrate.

Mi sono calmata io ormai sono dall’altra parte della barricata.

 

 

LE DOMANDE

Le domande fondamentali della vita:

– prima di morire riuscirò a diventare ignorante, ma talmente ignorante da farmi scivolare addosso la qualunque?

– prima di morire riuscirò a stare in una sala d’attesa di senologia senza sentirmi mancare il respiro?

Sono domande fondamentali per il viver bene, sereni e tranquilli. E trovare le risposte è ancora più basilare per vivere veramente bene e tranquilli.

Sono amareggiata

ACCOMPAGNATORE

La vita dell’accompagnatore è fatta di silenzi e di attese silenti per non dover trovare, cercare parole intelligenti per coloro che guardano, scrutano, sorridono e salutano.
Loro, forse, sono in attesa di un qualcosa di più da parte mia, ma al momento non ho abbastanza energia da dispensare.
A questo giro non ho il libro con il quale fare teatro, a questo giro accuso tutta la stancehzza fisica e mentale.
La vita dell’accompagnatore è fatta di libri letti, di intere pagine lette e rilette, perchè ogni tanto la mente fugge, vola via, fuori da questi muri, alla ricerca di un po’ di sole.

AVEVO SCRITTO

Avevo scritto un post, frustrante, ingastrito e arrabbiato.
ma poi rileggendolo l’ho cancellato, mi è quasi sparita tutta la rabbia.
No, non è sparita, ma il malumore rimane, forse un po’ stemperato, ma rimane sotto, in sordina.
Ci sono alcuni punti nella Sanità italiana che mi sfuggono, o meglio, li ho ben presenti e li chiamo sprechi.
E questi sprechi mi fanno ingastrire, perchè alla fine, siamo noi utenti che ne paghiamo le conseguenze.
Il chè significa perdita di tempo e di denaro pubblico, per eseguire esami inutili, che potresti benissimo risparmiare, decidendo di passare subito alla soluzione, cioè all’intervento di asportazione, senza passare dell’isteroscopia e dall’istologico, tanto sai che quel polipo è da togliere, cosa ti cambia analizzarlo prima? Tanto lo analizzi subito dopo l’asportazione, quindi..almeno per dare una parvenza di risparmio, il punto 2 saltiamolo e passiamo al punto 3. magari con un’anestesia un po’ più seria, per non far star male più di tanto il paziente!

DUE PAROLE

Il mese della prevenzione e sensibilizzazione del tumore al seno è appena finito.

Lo chiamano “Mese Rosa” e mi piace, bisogna parlarne per sensibilizzare le giovani e tutte le donne alla prevenzione, prevenzione spesso significa salvarsi la vita.
Ma chiariamo un concetto .
Non pensiate che prevenzione significhi “Io non mi ammalo”.
Prevenzione significa arrivare in tempo,arrivare a diagnosticare un cancro al seno in fase iniziale, che poi alla fine si traduce in cure meno invasive, in interventi (dove occorrerà intervenire chirurgicamente) meno devastanti e, in termini economici,in costi più contenuti per la sanità e per la società.
E per la donna colpita, una migliore qualità di vita da lì in poi, perchè il cancro è una tempesta che ribalta la vita e allora, se da tempesta riusciamo a trasformarla in semplice pioggerellina, staremo tutti meglio.

Quindi, anche se il mese di ottobre è terminato, continuiamo a parlarne, a fare prevenzione, perchè è con la prevenzione che si possono evitare tante morti inutili, ma non solo per il cancro al seno, ma per qualsiasi tipo di cancro, evitando i comportamenti a rischio, adottando un’alimentazione sana e variata, cambiando un po’ lo stile di vita, facendo un po’ di movimento, anche solo una passeggiata di mezz’ora al giorno, insomma quel minimo che non ci porti a dire, un domani,”….se avessi fatto”

AVIGNONE

Città della Provenza. E già la parola “Provenza”porta alla mente immagini di campi di lavanda e rosmarino, luce limpida che fa brillare i colori, quiete e relax.

E Avignone con il suo centro medioevale ti cattura, ti affascina.

Ti fa sentire sicura dentro le mura che la circondano, alte e possenti, girano tutto attorno alla città.

Avignone una città piena di sotria, che la si respira nel suo centro, nella sua piazza circondata da alti platani.

Ad Avignone ci abbiamo lasciato gli occhi e il cuore, il Palazzo dei Papi ci ha rapiti, ad Avignone ci siamo ripromessi di otrnarci, per l’incanto delle sue luci, le stesse luci  arancio che illuminano anche il centro di Bologna, che ci hanno fatto sentire come a casa.

Ad Avignone ci torneremo con la Tata,perchè a questo giro ha visto solo il Palazzo dei Papi,ci rtorneremo con lei per portarla a vedere il pont de Benezet, un giro sul trenino che ira attorno alla città ed una gita sul fiume, e lei spera che la sera, nella piazza del Palazzo dei Papi ci siano gli artisti di strada che le  cantano “Bella ciao” stile rap, come quelli che ha visto e applaudito il 17 sera