IL 13 PORTA DAPPERTUTTO

Location: centro di Bologna fermata autobus.
Protagonisti: io e Sapientina.
In una fredda mattina soleggiata sono ferma alla fermata del bus in attesa di quello che mi porterà al sant’Orsola, ospedale policlinico di Bologna. Ho il naso affondato nel tablet, sto leggendo, leggo per non dover interagire con nessuno, tranne che con me stessa.
Sapientina: “Mi sa dire l’ora per favore?”
Io. “Sono le 11 e 3 minuti”. E rimetto il naso dentro al tablet, sto leggendo e non ho voglia di interrompere.
Sapientina: “il mio bus è un po’ in ritardo”.
Io “Capita”. E mi rituffo dentro al libro che sto leggendo come se non ci fosse un domani.
Sapientina: “Lei che bus aspetta?”
Io: (non ho voglia di interagire, ma non posso nemmeno fare la figura della zoticona) “Il 25 per il Sant’Orsola”. Alzo il tablet e ricomincio a leggere.
Sapientina: “Anche il 30 va al Sant’Orsola, io sono pratica”
Premetto che il 30 va la Rizzoli, altro ospedale bolognese famoso, ma è un ospedale ortopedico, per oggi non fa al caso mio.
Io, al limite del baratro della pazienza terminata, ero pronta ad infierire.
Ma è arrivato il 13 e Sapientina è salita, si è salvata.
Il 13 porta dappertutto, anche affanculo…. pardon a quel paese

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NOTARE

Bar, angolo, tè e libro.

Eppure c’è qualcosa in questa alchimia che stride, che mi tedia.

Mi guardo attorno. Ascolto. Le conversazioni sono pacate, tranquille, non c’è nessuno che urla, nessuno che ride sguaiatamente.

La musica è tranquilla, niente discoteca, è quasi n brusio che accarezza lo spirito, un piacevole sottofondo.

I tipi di persone no, tutta gente normale, chè a me non interessa se sono ricchi, poveri, bianchi, gialli o neri, io sono qui per bere tè, leggere e rilassarmi.

Allora cosa c’è che mi disturba, che mi innervosisce?

Mi guardo attorno di nuovo, ascolto, mi ascolto.

Il barista, ecco è lui, lui con la sua rumorosità nel sistemare piattini e tazzine, sbattacchiandole le une contro gli altri.

Il tè si è raffreddato, il libro ha perso interesse, mi alzo pago ed esco ripromettendomi di non tornare mai più.

Umore rovinato

 

VORREI

Vorrei che questi giorni non finissero mai.

Vorre che questi giorni passasserò in fretta, fra poco andrò in crisi di astinenza Tata e Cocca.

Vorrei che tutto filasse sempre così liscio.

Vorrei trovare le parole giuste per un’Amica.

Vorrei avere qualche bel viaggio in mente come lo scorso anno, ma qust’anno dobbiamo soprassedere.

Vorrei che l’estate non diventasse più calda di così, a me questo clima fresco al mattino e un po’ ventilato piace un sacco e una sporta.

Vorrei non sentire nessuna mancanza.

 

 

MEZZ’ORA

Fuori al sole, con una leggera brezza.

Mezz’ora in un parco, all’ombra di un albero, in silenzio, guardando Emma che gioca con i fili d’erba, che si guarda attorno e ogni tanto accenna ad un leggero abbaio.

Mezz’ora di pace, in cu9i raccogliere le idee, per poi scacciarle ad aprire la mente al vuoto, al nulla.

Mezz’ora di pace, lasciando da parte tutte le ansie, le corse e i rimbrotti.

Benvenuti in paradiso

HO PERSO LA VOCE

Ho perso lavoce, pensavo di risolverla come solito, ma dopo 5 giori mi sono dovuta rivolgere al medico.

Si cura tutto e finchè me la cavo con una pastiglina o degl iaerosol ringrazio, faccio spallucce e vado avanti.

Non tutto, però, viene per nuocere.

sono afona, non posso sforzare le corde vocli, mi vab ene, così non sono tenuta a fare conversazioni che non ho voglia di intrattenere.

Non che mi capiti spesso, anzi in questo momento di silenzio forzato, non ho ancora trovato nessuno a cui rivolgere un sorriso beoata e sillabare “Non psso parlare, mi dispiace”.

E non posso nemmeno dire che faccio scorta di raucedine e corde vocali bloccate per il futuro, purtroppo si guarisce e non si riesce a far tornare a comando……o no?

Estate 2017, mi sto preparando

DOMANI

Domani sarà il lunedì più lunedì dell’anno.

Ho già preparato le sveglie delle 5, ho già preparato i vestiti.

Si torna alla normalità fatta di buio fuori dalle finestre, di freddo fuori dalle finestre, e di silenzio dentro casa e fuori casa, quel silenzio che aiuta a mettere assieme le persone che stanno affrontando il freddo che c ‘è fuori da quelle finestre.

Io per prepararmi aldomani, oggi pomeriggio ho fatto merenda da Ca’ Pelletti

Domani tutto nella norma

BISOGNI PRIMORDIALI

Ho bisogno di normalità, di tornare ad una vita normale, con orari e d impegni ben scanditi e regolari.
Sono stanca di tutto queto essere sospesi, di questi giorni che sono di festa, ma festa non sono, perchè sul calendario sono segnati in nero, non in rosso.
Dovrebbero essere i giorni che ci avvcinano, che ci preparano ad un rientro alla normalità scandita da settimane fatte di giorni lavorativi e giorni festivi ben stabiliti.
La normalità stabilizzante, portatrice di umore stabile e non sempre in bilico fra gioia e passeggiate, ma anche scossoni quando ti rendi conto che non è festa, ma una banale e normale giorno feriale, anche se hai la Tata in giro per casa, anche se non sai mai cosa potresti far nel pomeriggio (cucinare? stirare? andare in giro fuori porta o in centro?).
Sono giornate anche queste.