BASTA POCO

Un articolo del TG regionale ieri sera mi ha fatta piangere, mi sono commossa, ho rivissuto tutte le ore passata dentro a quegli ambulatori, a contatto con tutte quelle persone, personale infermiristico, medici e pazienti.

Tanti pazienti, tutti lì per recuperare una vita sociale normale, come se niente fosse accaduto, perchè c’è sempre qualcosa oltre le disgrazie, gli incidenti, la vita ci regala altre possiblità.

E la forte emozione vissuta ha portato ad una notte tribolata, una notte fatta di sogni sconclusionati che si inseguivano l’uno con l’altro.

E la notte sconclusionata si è trasformata in un risveglio ed una mattinata faticosa, fatta di tristezza, depressione e nausea.

Quando qualcosa mi colpisce nel profondo la nausea mi assale e se ne sta lì, buona buona, a ricordarmi tutto quello che in quel momento mi intristisce, mi scombussola.

Ma poi, basta poco, per tornare ad un livello minimo di normalità: il gesto gentile di una commessa Coop, una colazione da Jazzè, con la musica giusta in sottofondo, nessuno che urla, dove si può fare una buona colazione con calma e con calma leggere in santa pace.

Basta poco, una serie di messaggi con le amiche, e con alcune tirare fuori il malessere che mi sto trascinando dalla sera precedente, e tutto riprende la giusta luce.

Basta la telefonata della Tata, all’uscita da scuola alle 13,30, che mi chiede se deve venire a mangiare da me o s deve andare a casa…amore devi venire dalla nonna, non ricordi che stamattina ti ho anche detto che avrei cucinato la frittata?

Basta poco, come preparare il sacchettimo e il biglietto di auguri per un’amica che oggi compie gli anni.

Basta poco, basta volerlo

 

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MALEDETTA PRIMAVERA

Finalmente sei arrivata.

E  hai portato delle belle giornate di sole, di temperature gradevoli.

Hai portato la voglia di rimanere fuori, di pedalare, fra parchi e giardini senzap ensare a nulla.

Hai riportato un po’ sole e di umore meno nero.

Hai portato l’allergia, il prurito agli occhi che non da tregua, il pizzicore al naso, gli innumerevoli starnuti, la tosse, a volte anche qualche attacco di asma, l’orticaria e quel perenne senso di inquietudine che provocano tutti questi sintomi dell’allergia.

Benvenuta primavera, che doni una vita sulle montagne russe a noi allergici.

DENTRO E DOMANDE

Io vengo qua e mi piogno delle domande.
Mi guardo attorno e mi chiedo quali emozioi, quali paure possano avere provato le prima volta che sono stati messi in piedi con la protesi.
Quali emozioni avranno provato?
Quali paure avranno dovuto superare?
Avranno sentito dolore?
Quanta fatica hanno dovuto affrontare per arrivare fin qui, a questo punto?
Mi guardo attorno e cerco risposte, ma non ne trovo.
Forse se chiedessi?
E se le risposte aumentassero la mia tristezza?
Vorrei essere la principessa sul pisello, quella che non si pone nessuna domanda, quella che guarda il mondo senza vedere le brutture e la miseria che la circondano.

MAMMA MIA

che tranvata.
quasi due giorni di virus gastro intestinale mi hanno messa ko.
che brutti momenti, che pianti ho fatto sabato notte mentre vomitavo anche l’anima!
che brutti ricordi.
ma come mi diceva Claudia, c’è qualcuno che muove le biglie e le fa ruotare perchè siano tutte a posto al momento giusto.
e come mi diceva Mia, la fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede enissimo e sa dove colpire per fare più male.
che stanchezza e che fiacca.
è sparita anche la pancia, quella pancetta che mi servirà il 27, ora ho tempo due settimane per rifarmela spuntare.

SCENDO A PATTI

Scendo a patti con me stessa, con il mio stomaco, con la mia fame e con le mie allergie.
Dopo mesi di regime alimentare per disintossicarmi dal nichel ho trovato, forse, il compromesso per poter mangiare quasi decentemente e normalmente.
Se oggi a pranzo mangio un piatto di pasta condita con il pomodoro, domani mangio in regime, se mangio a colazione una brioches con le noci, il giorno dopo si mangia a regime.
Difficoltà alimentari, allergie che portano a cambiare completamente lo stile di vita, ma con una piccola aggiustatina al tiro, riesco a barcamenarmi.
A proposito, ho mercanteggiato con la dermatologa l’assunzione del teà, nota bevanda dalla quale gli allergici al nichel dovrebbero, e sottolineo “dovrebbero”, tenersi alla larga: bevo il teà molto lungo e lasciando poco la bustina in infusione, ottengo una bevanda bevibile, senza dovermi poi grattare.
Scendo a patti, equilibrismi o bizantinismi alimentari.

FORSE PERCHE’

…..quando leggi un bel libro, e ne cominci subito un altro, difficilmente quello che segue è bello come il precedente;

……. la mente deve rimanere appigliata a qualcosa di diverso che non sia la sofferenza di un reparto oncologico e allora la lettura diventa compulsiva;

….. appunto ti trovi in un reparto oncologico, in attesa che l’amato bene finisca una PET dalla quale dipenderanno tante cose;

…….le parole “..accontentiamoci di questo primo risultato ottenuto in un mese” per te sono musica, anche se le dottoresse dal Sorriso Caldo, lo ammettono, si aspettavano di più;

….noi siamo arrivati al punto di accontentarci di poco per avere un minimo di tranquillità;

……abbiamo davanti tre mesi per respirare;

……morale: negli ultimi giorni ho letto dei libri veramente orrendi, forse perchè erano preceduti da due bellissimi libri.

NON MI RESTA ALTRO…

…che leggere.

Leggere, senza pensare a dove sto andando sul quel mezzo pubblico, che mi porta avanti e indietro da casa a qualche studio medico.

Leggere per il piacere di leggere, in momenti in cui non si vede niente di piacevole e i pensieri si fanno grigi.

Leggere per annegare nelle parole e nelle trame i sussulti che mi assalgono all’improvviso quando un penserio attraversa veloce la mente.

Leggere per non ascoltare il brusio e le parole inutili che mi circondano, per non soccombere ai moti di rabbia di fronte a disocrsi tanto insulsi.

Leggere e fortunatamente, negli ultimi tempi, ho letto tanti buoni libri, che mi hanno aiutata a sollevare la testa, a non farmi sopraffare dallo sconforto, a trovare sempre parole per chi cerca in me parole e sostegno.