CI MANCATE

E’ la frase più usata in questi ultimi tempi.

Ci mancate, ci mancano le chiacchiere fatte seduti attorno ad un tavolo, davanti ad una pizza o ad un piatto di spaghetti al pomodoro.

Ci mancate è la frase che chiude sempre qualsiasi telefonata o chat.

Si parla fra di noi e si dice “quanto ci mancano le cene, le passeggiate e tutti gli incontri programmati, ma poi rimandati a tempi migliori”.

Ci mancate, ci siamo promessi di tenere segnate tutte le occasioni mancate per recuperarle, ci siamo promessi di tenere scritte tutte le idee balzane per poi recuperarle, ci siamo promessi di recuperare tutte le risate che ci sono state sottratte in un anno e rotti.

Prima o poi ci rivedremo tutti e niente e nessuno più ci fermerà.

IL PUNTO

Sarebbe tradizione che oggi, 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno, fare il punto, riassumere l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle per fare i conti delle cose belle e delle cose da buttare.

Ma quest’anno è una lotta dura, si rischia di cadere nelle solite frasi, nei soliti concetti espressi durante tutti questi mesi di pandemia, di lockdown, di sacrifici, di vacillamenti fisici e, soprattutto, mentali, perchè il nostro equilibrio psicologico quest’anno ha ricevuto una discreta mazzata, probabilmente le cicatrici della mente, difficilmente, riusciremo a cancellarle, è stato un anno parecchio impegnativo per la nostroa mente, per noi che non eravamo preparati a vivere una pandemia, a combattere un nemico invisisibile che colpiva a tradimento, alle spalle.

Allora, facciamo una bella cosa, facciamo gli auguri a LaMiaMetà che oggi compie gli anni, facciamo gli auguri al figlio di una cugina che anche lui oggi compie i anni, facciamo gli auguri a Rita che compie gli anni e, per tutto il resto, proviamo a buttarcelo alle spalle e tentare di ricominciare, anche se sappiamo benissimo, che fra 31 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021 e giorni a venire, non ci sarà nessuna differenza, dovremmo continuare a barcamenarci fra difficoltà, pensieri e situazioni sconosciute.

Però può far bene all’umore pensare che, da domani, tutto potrebbe essre diverso, migliore o, almeno, più leggero.

Bellezza sarà la arola del 2021

GUARDANDO AL NUOVO ANNO

Guardiamo avanti, lasciamoci alle spalle un 2019 veramente pesante e irto di imprevisti.

Un 2019 che si è riscattato solamente negli ultimi 14 giorni.

Sono stati giorni di attesa, giorni frenetici ma anche giorni che ci hanno portato a viaggiare e a grasse risate.

Guardando al nuovo anno, nessun proposito di fare chissà cosa, ma cercando di vivere il più serenamente i giorni che verranno,

Guardando al nuovo anno con trepidazione e, a volte, un filo di paura, da questo primo mese dipende il percorso che si dovrà affrontre negli altri 11 e negli anni, che so saranno tanti, a venire.

Avanti a testa alta e muso duro.

LA MATASSA

E’ quella che tutti giorni ti trovi di fianco alla tazza della colazione.
Di solito è un foglio pieno di appunti, di telefonate da fare, di incombenze da sbrigare, di note da riferire e di appuntamenti.
E tutti i giorni cerchi di sbrogliare questa matassa, fatta di tante cose.
Cose che magari non sono nemmeno molto impegnative, ma che bisogna avere la voglia di fare.
Ed è la voglia che a volte manca, la stanchezza del dover sempre posticipare quello che di piacevole avresti da fare, per gli impegni noiosi che hai.
E una volta è la fila presso un ufficio, e una volta è la fila per una prenotazione e la volta dopo è l’attesa per un esame o un esito.
E una volta devi rincorrere un medico per un appuntamento, e ti devi ricordare gli appuntamenti tuoi e quelli di chi ti sta a fianco.
E quando arrivi a sera, tiri le somme, cancellando dal foglio quello svolto durante la giornata e aggiungi quello che dovrai svolgere il giorno successivo.
E così’ questa matassa non ha mai fine, e ti senti una novella Penelope del mondo 2.0

DI PROGETTI E DI PASSAGGI

Fnalmente posso rilassarmi, è passta la settimana dell’ansia per i controlli de LaFiglia, è passata l’apprensione per la mia visita di controllo, rimane appena appena in sottofondo la preoccupazione per i miei esami e i relativi esiti, ma ormai il più è fatto.
Ecco da ora in poi le mie energie le posso riversare sul progetto per Anna Lisa.
Stiamo lavorando per lei, per mandare avanti il suo ricordo, perchè la sua esperienza non sia stata inutile, perchè la  ricerca vada avanti e perchè noi ci si senta un po ‘meno sole, senza di lei.

OUTING RACE

Ieri si è corsa la RACE CURE a Bologna.
Io sono di Bologna, io sono operata al seno da 8 anni.
Io ieri non ho partecipato.
Io sabato mi sono iscritta, ho fatto un giro dentro al Villaggio Race, mi sono illuminata per tutte le belle cose che riescono a fare quete donne, ma quando ho letto il nome dle chirurgo, dell’oncologo e di tutti quelli che mi hanno seguita in tutti questi anni, mi sono rabbuiata.
Sono rientrata dal mare da poco più di 2 settimane, per un mese e mezzo la mia mente ha pensato solamente a godersi il sole, la spiaggia, il mare e la Tata, ho escluso tutto, ma proprio tutto, i problemi di salute che si erano manifestati prima delle vacanze, le varie telefonate fra me e l’oncologo, le mie domande e le sue risposte.
Avevo escluso tutto perchè volevo allontanare tutto da me per almeno 2 mesi, tanto a ottobre mi sarei dovuta ripresentare al controllo, e non credo che fossero quei 2 mesi che mi avrebbero cambiato la vita.
Io sabato a vedere i loro nomi sono ricaduta nel buca della paura, quella paura incontrollata che mi assale sempre alla viglia dei controlli.
Ho già pronte le richieste per gli esami, ma non ho ancora voglia di telefonare al centro oncologico per farmi fissare l’appuntamento.
Io non ho il coraggio di affrontare ancora l’attesa degli esiti e della visita.
io voglio rimanere ancora un po’ nella mia beata ignoranza e godermi questi giorni di sole e di caldo che ci vengono regalati in questo inizio autunno.
Io sto bene, e allora perchè complicarmi la vita?
io sto bene, ma domani telefono.