PASSARE UNA MATTINATA

Una bella mattinata, che sta protraendo i suoi benefici anche nel pomeriggio da poco iniziato..

Un risveglio dolce, sapendo bene che avrei messo in pratica i consigli ricevuti da una persona cara e Amica “Non sovraccaricarti di impegni, centellina le energie, altrimenti vai in ansia e dopo non riesci più a recuperare”

Sono parole preziose, calde e rassicuranti, parole dette con affetto e amicizia, parole che ti fanno piacere, che scaldano il cuore e l’anima, specialmente in questi momenti dove le certezze non sono mai le stesse, dove tutti i giorni qualcosa cambia.

E allora mandi un messaggio a quesa Persona per sapere come sta, avendo come percepito un piccolo suo scoramento e da lì si innesca una dialogo via chat, breve, ma intenso, ci confidiamo le paure, le mancanze che pensiamo di avere, lei come solito trova le parole giuste, io ci provo nei sui confronti, non posso fare finta di niente, una mano va tesa, le parole che la possano aiutare vengono spontanee, ripensando a tutti questi anni, tanti anni in cu lei ha sempre preso in mano le mie paure e mi ha aiutata ad attraversarle, senza mai dare cenni di fastidio,

E dopo un breve a intenso scambio di messaggi e di parole, ce ne torniamo ognuna al suo mondo, io più rinfrancata e contenta, sperando di aver fatto trapelare un po’ di calore e di luce verso di lei.

Le parole giuste al momento giusto.

IL MATTINO DOPO

E’ il mattino che segue una giornata tranquilla ed in pace.

E’ il mattino di una giornata che si preannuncia in salita.

Nessuna nube all’orizzonte, ma qualcosa ti dice che sarà in salita, anche se le prima incombenze filano liscie, ma quel senso di salita non passa.

Finalmente arriva sera, la salita non c’è stata, ma quel nervosismo che ti perseuita dalla mattina non è ancora passato.

Quel senso di salita da affrontare senza sapere cosa ti aspetta è sempre lì in agguato, e non riesci nemmeno a parlarne tanto la situazione è confusa.

Poi pensi ad una chiacchierata e qualcosa comincia a farsi strada, il tuo istinto di madre, il tuo fiuto anche questa volta aveva sentito che qualcosa stava bollendo e la salita è lì che ti guarda, sai che la devi affrontare e rimanere ben salda, speri che le tue parole vengano ascoltate e che possano aiutare chi le ha ascoltate.

Intanto domani è sabato 3, anche quella è una salita da “il mattino dopo”

PENSIERI DA ZONA ROSSA

La zona rossa prosegue fra alti e bassi.

Si segue con trepidazione chi è stato colpto dal virus, ci si dà da fare alla ricerca di risposte per la vaccinazione dei Fragili.

Tante parole, per il momento, ma pochi fatti, ma vogliamo metterci tranquilli ed aspettiamo.

Discorsi e chiacchiere via whatsapp, dubbi e pensieri che vengono condvisi e si trova anche una spalla su cui appoggiarsi.

Alle tac di controllo ed alle successive visite non ci si abitua mai, esatto Orsalè, sono passati anni dalla prima diagnosi, un anno dall’ultimo intervento, ma non ci si abitua.

Stella bella, mi ha detto una cara Amica, per chi sta vicino ad un malato è molto più difficile del malato stesso.

E allora oggi è un giorno di chiusura, di pensieri che vanno e vengono, che vagano come gli occhi su un cielo grigio chiaro, che non è nè sereno e nemmeno scuro.

Oggi si aspetta che passi.

GESTI QUOTIDIANI

Gesti ripetitivi, quotidiani, sempre quelli, quasi noiosi.

Gesti che servono per mantenere un equilibrio in questo lungo periodo, ormai un anno, di incertezze, di montagne russe, di up e down dell’umore.

Sono gesti che tranquillizzano, azioni che ripetute mentalmente quietano i pensieri che si affollano, che cercano di scavallarsi l’uno con l’altro per essere sempre i primi, con l’unico risultsto di creare confusione nella mente e di accelerare il respiro.

Gesti che alla fine sono l’enneima ancora di salvezza in questi momenti tribolati, incerti e dei quali, in determinai momenti, non ne vedi la fine.

Gesti quotidiani.

UNA FRASE

Tempo fa leggevo una frase che, sostanzialmente, diceva che tutte le stelle che brillano in cielo, sono gli occhi di chi ci ha lasciato, di chi è morto lasciandoci nello sconforto e nel dolore, ma le stelle, i loro occhi, continuano a vederci, a seguirici da lassù guardando i nostri sforzi, le nostre felicità, ed è come se non ci avessero mai abbandonati.

Ecco, io oggi voglio pensare questo.

Un anno è passato.

IL POZZO DI SAN PATRIZIO

E’ quel luogo segreto, che non si sa bene dove sia, che ognuno di noi ha all’interno del proprio io, della propria anima, dal quale attingere tutte le energie che servono quotidianamente.

Energie per ascoltare, per consolare, per ribattere all’ignoranza,  alla fatica di rimanere a galla in un mondo tutti i giorni sempre più prepotente.

Energie per trovare sempre le parole giuste, energie per valutare sempre le parole che si andranno a dire, erchè le arole hanno il loro significato ed il loro peso, energie per mantenere un equilibrio.

Energie che a volte finiscono e lasciano il vuoto dentro, lo sconforto per non aver detto o fatto quel qualcosa di più, anche minimo, per  alleviare un disagio o una sofferenza dell’interlocutore di turno.

Energie che, quando proprio le cerchi e non le trovi, ti lascino affranta e abbattuta, ma fortunatamente hai attorno una rete di amicizie, di conoscenze, di affetti cari ai quali sai di poterti appoggiare per ripartire.

E stamattina, svuotata di ogni senso, in preda allo sconforto più totale, ho interpellato un’Amica, una carissima persona conosciuta da poco, e a questa persona mi sono rivolta in cerca di conforto, e questa persona ha fatto il  miracolo, con poche ed equilibrate parole, è riuscita a farmi ripartire.

Grazie  Stefania.

WORDS

Words o parole, quelle che servono ogni giorno.

Le parole che occorrono a tutti e a noi in prima persona.

Parole per incoraggiare ed incoraggiarci.

Parole per andare avanti al meglio, parole per tenere dritta la via, parole per mantenere un equlibrio psico-fisico che a volte vacilla.

Parole che a volte muoiono in gola e non trovano la maniera di uscire.

Parole che, a volte, di fronte a determiate situazioni diventano inutili.

Parole che a volte mancano, perchè non sai più quali dire.

SI RESTA

Si resta in casa, si sta ai detti. bisogna, si deve stare ai detti.

Ci si barcamena fra letture, cucina, televisione, uncinetto, noia, telefonate e rimpianti per quello che al momento abbiamo perso e, che fino a poco tempo fa, si dava per scontato.

Niente è più scontato, niente è più dovuto come un diritto acquisito.

Il diritto finisce, dove comincia il dovere.

E il dovere ora, qui e adesso, è rimanere in casa, sperando che serva a fermare questa pandemia il prima possibile, per poter tornare alla vita precedente.

Una telefonata dagli States riempie il cuore di emozioni, la voce di Lisa, calda e carezzevole, che chiede, si informa ed, alla fine, con aria preoccupata ed affettuosa si raccomanda a LaMiaMetà di stare riguardato, di stare in quarantena, per poter il prossimo anno rivederci.

Una mail dagli States, piena di affetto e di amore per noi tutti, una mail in cui ci si augura di rivedersi al più presto, che la loro casa sarà sempre aperta per noi, per far conoscere alla Tata la nuova cugina americana attesa per giugno.

Piccole cose, piccoli gesti, per loro, ma per noi grandi ed immensi in questo momento di frgilità, di paura, di ansia e di preoccupazioni.

“Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema”

SEMBRA POCO

Sembra poco, invece è tanto, tanta roba.

Avere attorno una rete di supporto in questi momenti è tanta roba.

Sembra poco, ma avere già un pensiero dovuto all’attesa di un esame istologico è un peso, in più ci aggiungi il problema coronavirus, è un mix esplosivo.

Occorrono nervi saldi, cosa che non sempre è possible mantenere, a volte è più facile lasciarsi andare allo sconforto che combattere ragionevolmente,  a volte le energie vengono proprio a mancare nel momento in cui ce ne sarebbe più bisogno.

Sembra poco, ma la rete di supporto che ci è attorno è di grande aiuto.

Parenti, pochi, ma quei pochi veramente validi, amici, quelli che ci ono sempre stati e che ci saranno sempre, ognuno di loro fa la sua parte, supportandoci, sopportandoci, ascoltandoci, facendoci ridere, raccontandoci di loro.

Bellissimo ascoltare un amico, LaFiglia, IlCompagno, la Tata, LaMiaSorella e LaMiaMamma raccontare quello che fanno, le loro parole di incoraggiamento, i loro resoconti giornalieri, i loro pensieri.

Bellissimo scambiare con loro due chiacchiere quotidiane, bellissimo confrontare idee e pensieri.

Bellissime le chiacchiere via chat con gli amici lontani ma sempre presenti e pronti a sostenere.

Bellissimi gli scambi via messenger o via Facebook dove si cerca di scherzare e di strappare qualche risata.

Bellissima la vicinanza, le parole preziose ed il sostego degli amici più recenti, che sono stati vicini e hanno fatto la loro parte.

Bellissime le telefonate ricevute, specialmente quelle inaspettate,  le telefonate delle amiche di vecchissima data che sanno sempre arrivare al momento giusto.

Sembra poco, ma la rete di sostegno in questo momento è importante

Grazie a tutti i componenti della rete di sostegno.

E AVANTI

E’ un bagaglio che ti spezza la schiena, piegherebbe chiunque.

Ci vogliono spalle robuste, il pelo sullo stomaco, a volte anche dentro lo stomaco.

Per sopravvivere, occorrerebbe una piccola dose di cinismo, di menefreghismo e tanta tanta ignoranza, che è quel valore aggiunto che permette di andare avanti senza guardarsi attorno, facendosi scivolare adosso   tutte le brutture che la vita ti mette davanti.

Sono i giorni della merla, ma non è freddo, almeno fuori.