È SEMPRE DIFFICILE

È diffiile uscire dalla melma di tristezza che ti porti dentro durante questi giorni, i giorni dei ricordi.

Ma a volte devi fare uno sforzo ed uscirne.

Una persona a me cara ha chiesto aiuto, ha chiesto parole di rassicurazione, ha chiesto una mano a cui aggrapparsi.

E allora si fa questo sforzo, si mette da parte la tristezza, la voglia di piangere e ci si gira indietro.

Tanto i ricordi e la tristezza non me li porta via nessuno, avrò tempo più avanti per consolarmi, per riandare con la mente ai ricordi di te, ai ricordi ed ai momenti passati con un padre che manca ogni giorno di più.

Adesso c’è qui una persona viva, che ha bisogno di parole, di incoraggiamento, di una spalla a cui appoggiarsi.

Ed ancora una volta siamo qui a pensare, a cercare una soluzione la più soft possibile.

ancora una volta si sono trovate la parole giuste?

ORA COME ALLORA

Anche oggi è giovedì, come 17 anni fa.

Anche oggi è molto caldo, come 17 anni fa.

Anche oggi, come nei giorni scorsi, il dolore è stato e sarà tanto, come 17 anni fa.

Anche oggi si rinnova un dolore mai sopito, un dolore che sottilmente  accompagna quasi tutti i nostri giorni, ma oggi è ancora più acuto e difficile da sostenere.

Anche oggi sogneremo ad occhi aperti su tutto quello che avrebbe potuto essere e non è stato.

E la rabbia, le lacrime e la tristezza la faranno da padrona.

 

 

EHI, GUARDA……

….guarda la luna.

E chi ti indica la luna spera che tu guardi il dito.

Ma il dito lo può guardare chi non vuole vedere la luna, perchè guardare la luna significherebbe farsi delle domande, darsi delle risposte e, a volte, le risposte potrebbero non piacere.

Ma si può fare in maniera di ottenere degli strumenti per porsi le domande, darsi le risposte ed elaborare in bene le risposte.

E così tutti vedrebbero la bellezza della luna.

GUARDIAMO AVANTI

Con ottimismo, anche se a volte l ‘ottimismo vacilla.

Le parole a volte non bastano, i fatti a volte non sempre corrispondo alla realtà.

Le parole avolte non aiutano, a volte sono solamente parole e basta.

Bisonga guardare avanti con ottimismo e serenità, ma a volte non basta, a volte l’ottimismo vacilla e si passano notti in bianco.

Notti in bianco che non servono, che non portano a nulla, ma intanto c’è da andare avanti, a volte riuscendo pure a far finta di niente, ma poi la realtà ti appare davanti, la realtà è quella e le parole perdono forza.

Le parole a volte scivolano addosso e non sortiscono l’effetto desiderato.

ASCOLTARE

ascoltare il dolore altrui è impegnativo.

non sai come gestirlo, ti basi sulle tue emozioni, ma sai che potrebbero anche non essere quelle dell’interlocutore che in quel momento sta cercando conforto in te

a volte è meglio il dolore proprio, perchè si sa cosa si vuole e dove cercarlo, ma il dolre altrui, per quanta empatia ci possa essere, è difficile da gestire, è difficile trovare sempre parole nuove  che possano sortire l’effetto desiderato, recare conforto, sollievo.

e alla fine della conversazione, non sai come puoi aver svolto il tuo compito, rimane il dubbio che avresti potuto  dare di più

il dolore altrui, non è il tuo dolore ed è impegnativo.

LE DOMANDE

Le domande fondamentali della vita:

– prima di morire riuscirò a diventare ignorante, ma talmente ignorante da farmi scivolare addosso la qualunque?

– prima di morire riuscirò a stare in una sala d’attesa di senologia senza sentirmi mancare il respiro?

Sono domande fondamentali per il viver bene, sereni e tranquilli. E trovare le risposte è ancora più basilare per vivere veramente bene e tranquilli.

Sono amareggiata

E POI VENNE….

….mercoledì, che è riuscito a dare una svolta alla settimana.

La colazione a casa dalla mia compagna di letture è riuscita a rimettermi a bolla.

Una mattinata passata a chiacchierare, una mattinata passata a bere tè e mangiare biscotti ha fatto il miracolo.

Il miracolo delle chiacchiere intelligenti che aiutano a rimettere sotto la giusta luce la vita, chiacchiere che riescono a spazzare via tutto il piattume che fino ad allora ti è stato riversato addosso.

Perchè negli ultimi tempi ho toccato con mano l’inutilità, la pochezza, negli ultimi tempi le compagne di merende erano un po’ latitanti, prese da mille impegni, e la serenità delle colazioni con loro era svanita.

Avevo bisogno di rimettermi in sesto, in pace, avevo bisogno di toccare con mano che attorno ame non esistevano solamente personaggi di poco spessore, personaggi che non davano nulla, ma mi stavano succhiando tutta l’energia di cui potevo disporre.

Era servita a poco anche la colazione fatta la settimana scorsa con la mamma dell’amica della Tata, mi aveva ridato ossigeno, mi si erano illuminati gli occhi, ma poi tutto mi aveva travolto, la pochezza era talmente tanta che ho rischiato di rimanere seppellita.

E dopo mercoledì è venuto giovedì, con la colazione assieme alle compagne di merende e LaFiglia, le risate sono state tante e di pancia, e la serenità si è rafforzata, la giusta luce stava ricominciando ad uscire.

Ed infine stamattina colazione con Scabry e le risate e le chiacchiere intelligenti, l’ascoltare parlare questa mamma, capire che le nostre bimbe sono tutte uguali e che tutte stanno attraversando un periodo difficile, di passaggio, rasserena, aiuta.

La settimana si è ripresa.