DICIAMO COSì

Agosto non è stato il massimo come mese, le situazioni sfortunate si soo susseguite con un certo accanimento.

Ma non è stato tutto così, onestamente  un paio di momenti di risate grasse e felici ci sono state, che hanno ripagato tutti i magoni e le situazioni spiacevoli che si avvicendavano.

La prima è stata a Canazei, in una stradina abbastanza traffiata del centro storico di questa bellissima perla delle Dolomiti. La Tata, nostra fedele compagna di viaggio, ha trovato un filo d’erba, bello ,verde, lungo:

“Nonna, mi fai vedere come si suona un filo d’erba, che non lo ricordo più?”

Detto fatto, prendo questo bellissimo filo d’erba, lo posiziono perfettamente fra i pollici, metto la mani a conca, prendo un bel respiro e…soffio. incurante di tutte le persone ch stavano passando, alcune si fermavano ad osservarmi.

Un suono alto e squillante si alza dal filo d’erba suonato.

E’ partito l’applauso degli astanti, tutti i più anziani a complimentarsi, i più giovani a chiedere,e lìla mia cialtroneria è esplosa:

“Ma voi che infanzia avete avuto che non sapete suonare i fili d’erba? Ma dove l’avete passata l’infanzia?”.

Da lì, supportata dai passanti più anziani è comiciao il gioco dei modi per divertirci ai nostri tempi ed eravamo tutti allegri, felici e ci siamo fatti delle grasse risate.

il teatrino di me che continuavo a suonare fili d’erba è durato circa un’ora, con tanto di pubblico, battute, risate e lezioni di posizionamento filo e suonatura.

A Canazei si stanno ancora chiedendo da dove fosse spuntata quella sciroccata che suonava i fili d’erba e rideva con i suoi coetnei sconosciuti, della meraviglia dei giovani che passavano e rimanevano interdetti, per poi aggregarsi pure loro allo spettacolo gratuito.

Canazie mon amour

RIASSUNTO

Non so bene come potrò riassumere i sette giorni passati  a Cervia in compagnia di Rosie, il di lei marito, gli storici del Cadore (Marina e Alberto) e la Tata.

Sette giorni passati a ridere, ma ridere di gusto, con le lacrime agli occhi, a tentare di essere seri, almeno per quei poveri cristi che si sono trovati in albergo con noi.

Sette giorni passati a ridere con il nuovo tormentone dell’estate 2017 “Ti graffio”, che è il degno seguito di “Muori preda” e “Waves”.

Non ci siamo minimamente interessati alla nostra immagine pubblica, a quello che potevano pensare i benpensanti delle nostre risate a tutte le ore, per noi l’importante era ridere, scherzare rilassarci.

Ma ci sono stati anche momenti seri, tipo “L’ora accademica” tutte le mattine a colazione dalle 08,45 alle 09,00, si palrava di libri e di cinema, chiedendo consiglio ai nostri relativi mariti, noti lettori ossessivi e compulsivi.

Non parlerò delle lacrime di gioia e di dolore che ho versato a cavallo di Ferragosto, non le ho ancora elaborate e parlarne per me sarebbe un riacutizzare il dolore.

Ed intanto mi guardo attorno alla ricerca di spunti per l’estate 2018

IO LEGGO

“Stai guardando quel libro lì sul tavolo? Se vuoi te lo presto, se lo vuoi leggere prendilo, te lo presto volentieri, me lo hanno regalato X e Y, ma io , come tu ben sai, non sono un appasionato lettore…magari io te lo presto, tu lo leggi e poi me lo riassumi, così dopo ne parlo con X e Y e faccio bella figura”

Ecco, io ho scoperto che leggo per procura, potrebbe essere il lavoro del domani.

PECCATO

” adesso pigio il pulsante del telecomando….il basculante si apre e parcheggio la bici in garage senza scendere………..che fi’ata”

è stato un momento bellissimo…l’impostazione della curva pensando alla curva successiva che mi avrebbe portata dritta dritta dentro al garage

peccato che io non abbia calcolato a lentezza del basculante e la velocità che avrei preso sulla piccola discesa

Oh sì…mi sono fermata, con la ruota contro al muretto tentando di frenare anche con i piedi

SOLO NEGLI STATI UNITI

Hanno il semaforo pedonale che ti lampeggia gli ultimi 15 secondi per poterti avvisare che il tuo tempo sta scadendo….fallo qui….sentirai il ruggito dei motori e, allo scattare dello zero, sgommate a tutto spiano, da lasciare un kilo di gomme sull’asfalto, modello Formula Uno

Se sei fermo vicino ad un passaggio pedonale a chiacchierare, gli automoblisti si fermano per farti passare e non si muovono finchè tu non hai attraversato la strada, anche se non ne hai bisogno, ma lo fai perchè altrimenti quello non si sposta più da lì….. fallo qui…ti arrotano i garretti quando sei sulle strisce

Non pagano la tassa sulla raccolta delle immondizie (questo solamente a Wellesley, però) e la spazzatura la portano via loro alla discarica, differenziando tutto, anche il colore della plastica e della carta……fallo qui se ci riesci……

Hanno un concetto di eleganza che lascia un po’ perplessi….io, se ho due spalle e la cellulite perfino sulle braccia, mai indoserò un abito che lascia appunto le spalle e le braccia nude, al limite indosso sopra un coprispalle…..là no….anzi si indossano abiti a sirena che strizzano tutto lo strizzabile e, immancabilmente, escono tutti i rotoli da sopra.

Fanno le prove del matrimono il giorno prima, in chiesa, con tutti gli invitati, con i posti assegnati a sedere in chiesa e il cerimoniere che ti accompagna al tuo posto…..noi qui entriamo tutti come delle mucche al pascolo e ci sediamo dove capita.

AVANTI COSI’

“Dai chattiamo come se avessimo 15 anni”
“Ma tu 6 fuori come un melone” (mi sono calata nei panni della quindicenne senza fare nessunissima fatica).
Normale dialogo fra due “signore” fra i 40 e 50 anni e passa.
E’ uno dei tanti esempi di cretineria che si adotta quando si ha paura e non si vuole parlare di tutto, si parla di niente.
Io che dopo 8 anni sono ancora qui a lottare con la paura degli esami e dei controlli, che tutte le volte subdolamente mi attanaglia e mi toglie il sonno e il respiro.
Lei che fa finta di niente, non parla delle sue personali lotte e battaglie giornaliere con il cancro e fa di tutto per non farmi pensare.
Io che mi sento in colpa nei suoi confronti e nei confronti di tante altre per i miei lamenti che non hanno nulla di fondato.
Lei, e loro, che continuano a ripetermi che va bene così, che fra una paura e l’altra ci stanno anche i momenti di cretineria.
Io che continuo a dirmi che non ho nulla, che va tutto bene, che sono guarita, che nulla potrà più scalfire la mia salute, che morirò a 100 e se mi pare
Loro e tutti che si fanno travolgere dai miei attachi di cretineria.
E va bene così, andiamo avanti.
Intanto stamattina in giro con LaFiglia, mi ci voleva, è stata paziente e mi ha anche accompagnata ad un assaggio di shopping….e adesso i dubbi sono di altra natura, forse più piacevole, ma per fugarli entrerò l’armadio, indosserò un paio di pantaloni taglia 42 e, guardandomi allo specchio, mi dirò che non mi vanno bene, che sono stretti, non li posso usare per il matrimonio e mi sarò data l’assoluzione per lo shopping futuro.

RIDENDO E SCHERZANDO

Siamo arrivati al 25 ottobre.
Mi sono resa conto stamattina che:
il 2 novembre non è tanto in là e mi debbo preparare  psicologicamente per andare al controllo in oncologia;
il 9 novembre sta arrivando di corsa e non mi sono ancora organizzata.
Manca ancora l'acquisto di un qualcosa di un po' un po' per presenziare a questo matrimonio, non mi sono ancora fatta l'elenco delle cose da portare con me in previsione del freddo pungente di quel di Boston, non ho guardato se ho un paio di scarpe adatte a quello che indosserò, il mio parco scarpe è composto solo da 1 paio di ballerine nere, 1 paio di Ree**** bianche e un paio di stivali neri, forse è il caso di pensare ad un paio di scarpe con un minimo di tacco, vorrò mica presentarmi ad un matrimonio negli States e far sfigurare l'eleganza italiana, vero?.
E per finire non mi posso far mancare l'appuntamento dal parrucchere , ho una testa che sembra un carciofo, negli ultimi tempi i miei capelli sono cresciuti incolti come un campo di gramigna.
Considerando che dal 29 ottobre al 2 novembre ho la Tata, c'è ben poco da scialare.
Mi piace sentire quel minimo di ansia per incastrare tutto, è quell'ansia che ultimamente mi è mancata: l'ansia dei pensieri leggeri, delle stupidate.

MI FACCIO SEMPRE RICONOSCERE

Polizia di Stato, S.G.P. – Uifficio Passaporti:
Mi guardo attorno con un’aria un po’ stranita, mi sento sempre in colpa e impaurita in certi ambienti.
“Dica signora, ha bisogno?”
“Ah, buongiorno, mi scusi, debbo fare un viaggio negli States a breve, questo è il mio passaporto, cosa debbo fare per la bollatura? Sono ancora valide le vecchie regole, della marca da bollo apposta sulla prima pagina? Sa, chiedo, so che potrà essere stupido, ma con gli States tutti gli anni cambia qualcosa”
“No, no, signora, non si preoccupi, è esattamenbte come ha detto, la marca da bollo, ma lei non la annulli con la data, se vogliono gliela timbrano alla frontiera, l’importante è che vedano la marca da bollo”
“Bene, grazie, è stato molto gentile…mah…mi scusi…ma se io la marca bollo anzichè attaccarla la fermo con una graffetta sulla pagina e l’attacco solo se mi dicono di farlo?”
“……”  (è perplesso, comincia a guardarmi in maniera strana)
“Sa….così se non me la timbrano, posso sempre usare la marca per la bollatura di un altro anno, magari per il prossimo viaggio negli States”.
Grande risata da parte sua (meno male, anche questa volta non mi arrestano):
“No, signora, vorrà mica scherzare, la marca vuole attaccata, tanti visti di entrata e uscita, in anni diversi, tante marche da bollo….poi lei farebbe una cosa del genere proprio per gli States?”

Anche questa volta m sono fatta riconoscere ed ho evitato le patrie galere statunitensi, però non era malvagia come idea!

DOMANDE E RISPOSTE


Post ad alto contenuto becero (prego astenersi minorenni e persone con quoziente intellettivo alto, qui non c'è trippa per i gatti).
Scambio di sms.
Sms di partenza
(naturalmente dal mio cellulare in un pomeriggio di afa):
"Si dorme o si tromba?"
Risposta prima amica:
"Sono sul terrazzo a prendere l sole"
(L'importante è "prendere" qualcosa)
Risposta seconda amica:
"Eh seeeeee…magari si trombasse!" (
dai, non abbatterti, prima o poi capiterà anche a te)
Risposta terza amica:
"Stiamo pranzando, ci siamo appena alzati da letto".
(Chissà cosa avete fatto per alzarvi alle 2 di pomeriggio)
Risposta terza amica:
"E a te chettefrega? E tu cosa stai facendo delle due cose?"
(Non ti preoccupare, l'ho chiesto prima io e ora tu mi rispondi).

Ma mai possibile che nessuna mi abbia risposto "Magari si dormisse"